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I ricercatori dell’INGV rispondono all’eruzione in Islanda

15/04/10

Quando il vulcano Eyjafjallajökull ha eruttato (dopo quasi 200 anni di inattività), i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si sono recati prontamente sul sito dell’eruzione per aiutare i colleghi islandesi dell’Università di Reykjavik a monitorare l’attività eruttiva.
Dalle ultime eruzioni in Islanda che hanno coinvolto dieci anni fa il vulcano Hekla e sei anni fa Grímsvötn c’è stato un rapido sviluppo delle tecniche di monitoraggio dei gas da remoto.
Questo tipo di approccio è molto utile per studiare l’attività vulcanica esplosiva perché il pericolo ad esso connesso è fortemente contenuto: le misure dei gas infatti vengono effettuate ad una distanza di alcune centinaia di metri dalle bocche eruttive.
Uno dei principali scopi della missione dei ricercatori INGV è stato quello di misurare il flusso di fluoro emesso dal vulcano.
Durante passate eruzioni l’impatto del fluoro ha infatti fortemente danneggiato l’agricoltura del paese, e rilevare la sua presenza nei gas vulcanici è perciò di grande importanza.
L’INGV è stato pioniere nell’applicare le misure del gas con tecniche di remote sensing al monitoraggio dei vulcani, con lo sviluppo di un sistema di monitoraggio dei gas in automatico sull’Etna e a Stromboli, e studiando l’attività esplosiva di questi due vulcani. Quando l’eruzione è iniziata tra due ghiacciai in Islanda è stato subito chiaro quanto questo know-how fosse utile. E così Mike Burton, primo ricercatore nella sezione INGV di Pisa, collaborando strettamente con la comunità vulcanologica islandese, ha organizzato una spedizione sul luogo dell’eruzione insieme ad altri due colleghi dell’INGV di Catania. I tre si sono avvalsi dell’uso di uno strumento portatile e estremamente leggero che è stato messo a punto e utilizzato in precedenza sui vulcani italiani. Le misure del flusso di fluoro sono state fatte all’inizio di aprile, solo pochi giorni dopo che l’eruzione era iniziata il 21 Marzo. È stato di fondamentale importanza organizzare la missione in tempi molto rapidi, perché c’erano segnali che l’eruzione non durasse a lungo e si potesse fermare. Ora una nuova eruzione è in corso, solo che questa volta il magma fuoriesce sotto il ghiacciaio.
Presto il team dei ricercatori INGV potrebbe recarsi ancora a fare misure in terra islandese.
Spero che  gradiate alcuni video e immagini del 1 e 2 aprile, che si possono scaricare a questo indirizzo ftp: ftp://iceland:iceland@ftp.pi.ingv.it . Un rapporto con alcuni risultati preliminari è stato pubblicato sul loro sito web: http://www2.norvol.hi.is/Apps/WebObjects/HI.woa/swdocument/1015769/Gas+report+-+Eyjafjallaj%C3%B6kull+2010.pdf

Ufficio stampa INGV