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Informazioni Generali sulla sequenza sismica dell'Aquilano

La scossa del 6 aprile ha interessato un’area già in passato colpita da terremoti con effetti al di sopra della soglia del danno. I più forti terremoti storici riportati nel catalogo CPTI04 (Gruppo di Lavoro CPTI04, 2004) sono quelli del 9 settembre 1349 (Me 6.5) e del 2 febbraio 1703 (Me 6.7). La scossa del 6 aprile è certamente non paragonabile a questi eventi sismici, legati a rilasci di energia decisamente superiori. Un paragone si può però proporre con altri eventi che hanno interessato l’area. In particolare, i terremoti del 1461 (Me 6.4), 1762 (Me 5.9), 1916 (Me 5.2) e 1958 (Me 5.2), tutti responsabili di danni a L’Aquila e dintorni.
In particolare, l'attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto del 1703 (Intensità MCS del X grado, Magnitudo stimata circa 6.7) a nord, e le strutture della media valle dell'Aterno verso sud (vedi Mappa delle faglie).

Documentazione  presentata dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia alla riunione della Commissione Grandi Rischi del 31 marzo 2009


Sismicità Storica dell'area Aquilana (CPTI04, 2004)





Approfondimenti sulla sismicità storica dell'area


La sismicità strumentale (2005-2008) mostra che negli ultimi anni la zona non è stata interessata da forti terremoti e che la sismicità di fondo, comunque poco frequente, non ha superato Ml 3.


 

 Distribuzione nel tempo della Sismicità nell'Aquilano

La distribuzione nel tempo della Sismicità della regione Aquilana dal 1 gennaio 2009 al 7 aprile 2009 mostra un notevole incremento del numero delle scosse registrate.

in alto a sinistra: numero dei terremoti per giorno; in alto a destra: numero dei terremoti cumulato nel tempo; in basso: magnitudo nel tempo.




Mappa delle faglie attive nell'area Aquilana (AAVV)

La direzione dell'allineamento della sismicità è consistente con la direzione delle principali faglie note nella zona.